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ORVIETO – CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI MASTER – 7/8/9 LUGLIO 2017

By Luglio 12, 2017 Aprile 11th, 2019 No Comments

Lo scorso fine settimana ad Orvieto si sono disputati i camp. Italiani individuali master. Atletica BioTekna dopo le prove maiuscole offerte dai suoi atleti nel mese di giugno, prima in occasione dei campionati nazionali di staffette e poi nella fase regionale dei cds dispustatasi nella pista di casa, si è presentata all’appuntamento con buone possibilità di raccogliere soddisfazioni anche a titolo individuale.

Un pensiero va rivolto a coloro che sarebbero potuti essere sicuri protagonisti, ma che l’insidia dell’infortunio li ha negato questa gioia. A rappresentare gli sfortunati assenti, basti citare fra tutti Vincenzo Andreoli, recentissimo neo primatista nazionale dei 1.000 mt. il quale avrebbe sicuramente potuto coronare la brillante stagione con una medaglia a titolo individuale.

Le giornate gara si sono presentate dal punto di vista climatico come un girone dell’inferno di Dante. Dopo un viaggio impegnativo, i nostri ragazzi si son trovati avvolti da un’atmosfera con quasi 40° e soffocati dalla percezione della mancanza di ossigeno.  È luglio e ormai negli ultimi anni va così.  Inutile recriminare e cercare scuse. Le condizioni sono uguali per tutti. Queste considerazioni vanno  lette come un valore aggiunto sui risultati ottenuti.

I più tenaci, preparati e motivati hanno avuto modo di emergere e distinguersi.

Atletica BioTekna cala l’asso chiamato Piergiorgio Curtolo categoria Sm 65 che valicando l’asticella posta a 1.39, come nel migliore dei sogni si ritrova sul materasso dell’Alto con la medaglia d’oro appesa al collo. Sale ancora sul secondo gradino del podio nel lancio del peso.

Il secondo asso porta il nome di Giancarlo Pasquali  Sm 65. Gianca, è l’asso di martello: conquista l’argento nell’attrezzo con maniglia corta e il bronzo nel martello tradizionale. Quella giocata da Gianca è una mano di quelle che hanno un significato che va oltre il risultato sportivo. A 65 anni Giancarlo ha subito uno STOP  obbligatorio perché il suo fisicone aveva bisogno di una importante quanto debilitante revisione. È ripartito da MENO DI ZERO, ma ha trovato le motivazioni per ripartire, ricostruire e tornare vincente.  Medaglie con lode. Giù il cappello! Un esempio per tutti.

Soddisfazioni per certi versi analoghe quelle raccolte dal terzo asso delle medaglie. Loris Tognotti. Atleta Sm 60 con ormai 40 anni di gare alle spalle, al termine dello scorso anno ha subito l’ennesimo intervento ad un ginocchio. Cartilagine ormai ai minimi termini, ma ancora tanta, tanta voglia di continuare a giocare con l’atletica. Con umiltà e determinazione e tanta intelligenza, ha ricostruito la sua preparazione. Si dice che il lavoro premia? Sembra di sì;  Loris ad Orvieto ha conquistato un argento nei 400 e un bronzo negli 800.

A completare il poker d’assi arriva infine  “l’asso volante” il decano di casa BioTekna Roberto Bortoloni categoria SM 75  che esce dalla sabbia delle pedane del Lungo e del Triplo con due splendide e quantomai brillanti medaglie di bronzo.

Ad Orvieto  BioTekna ha avuto anche il piacere di registrare che il “vivaio master” ha seminato bene iniziando a raccogliere i primi frutti che fanno ben sperare per la continuità di risultati. Parlando di speranza non a caso il segnale arriva da Pietro SPERANZONI Sm35 che grazie ad un gran lavoro svolto negli ultimi due anni, unito ad innate doti personali è passato dalla maratona al mezzofondo. Ad Orvieto ha conquistato una medaglia di bronzo che, per quanto sopra esposto è ricca di significati.

Tra i medagliati non poteva mancare infine il generosissimo Massimo Andreutto  che con una delle sue solite prove con dispendio del 200% delle energie a disposizoone, ha conquistato il bronzo nei 400 mt. Categ.SM55.

I risultati di rilievo non si limitano al podio. Nel riepilogo di seguito riportato si contano anche due quarti posti, 2 quinti, 2 settimi, 2 ottavi 2 noni e 1 decimo. Stiamo parlando di campionati italiani. Classoficarsi nei primi 10 significa essere nell’Olimpo dei grandi.

di Massimiliano Bedendi