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24 ORE CESANO BOSCONE – 11/03/2017

By Marzo 19, 2017 Aprile 29th, 2019 No Comments

Come noto Atletica BioTekna passo dopo passo   sta ampliando i suoi orizzonti per promuovere l’atletica leggera in tutte le sue forme e a tutti i livelli. Quest’anno la nostra società sta  “seminando” sul selciato del Trail e dell’Ultramaratona. Terreni difficili, ma sicuramente in crescita nel panorama running. Gare che spesso vengono viste come imprese impossibili, ma che tali non sono purché, come vale per tutte le discipline, vengano affrontate con la dovuta preparazione.

Sabato 11 marzo alle ore 12.00, a Cesano Boscone, ha preso il via il campionato italiano di ultramaratona  specialità 24 ORE. Atletica BioTekna è stata rappresentata da Alberto Furlan e Davide Conardi che abbiamo già conosciuto nei mesi scorsi su questo sito.  24 Ore ….. 150 km percorsi….. Eroi? No! Sono i ragazzi della porta accanto …… sono due ragazzi di atletica BioTekna. Abbiamo avuto modo di accompagnarli grazie ad una costante comunicazione tra Marcon e Cesano Boscone. Abbiamo avuto modo nelle 24 ore di gara di emozinarci grazie a continui aggiornamenti via whats app.

Di seguito il racconto dei protagonisti e di Alessandra che li ha seguiti sul posto tenendo i contatti con BioTekna.

RACCONTO DI UNA GARA
Colpo di pistola… e dove ti trovi a terra il testimone con il proprio numero di pettorale …e la gara è finita.

Per la 24 ore non è previsto l’arrivo sotto il gonfiabile, non c’è una meta fisica, non è una corsa a chi arriva primo! Si devono coprire più chilometri possibili e non è importante come, ma fondamentale è rimanere fermi il meno possibile. Io e Alberto, abituati alle lunghe distanze, abbiamo imparato a nostre spese che questa competizione non ha molto in comune con gli ultratrail, sono certamente entrambe gare di endurance, ma vanno preparate fisicamente e mentalmente in modo diverso. Assomiglia più ad una gara di formula uno, ovviamente non per la velocità, ma in quanto si sviluppa su un circuito e ci sono pure i box, chiamati zona neutrale. Ed è qui che si decidono i giochi, perché gli accompagnatori/sostenitori giocano un ruolo determinante.
Quando noi atleti ormai sedati dall’estenuante ripetersi di quei 1162 metri, che dopo già un paio d’ore conosciamo a memoria, e ti senti come un criceto sulla ruota con l’impossibilità di abbandonare la gabbia, le indicazioni e incitazioni dei supporter sono la benzina per continuare. Alessandra, mia compagna, è venuta a Cesano Boscone per caso, con l’ingenua idea di farsi magari un giro per Milano, ma alla fine ha abbandonato il circuito giusto per il tempo di uno spuntino e di un pisolino di un paio d’ore durante la notte. Per il resto del tempo ha tenuto un filo diretto con Igor per aggiornamenti/suggerimenti e ci ha sostenuti costantemente con alimentazione, integrazione, sorrisi, e rimproveri…
Non eravamo i soli con un sostegno tecnico, quasi tutti gli atleti avevano degli accompagnatori, mogli, mariti, fidanzati, amici ma anche tecnici professionisti con le tabelle in una mano, e nell’altra il cronometro. E così, dopo poco ci si conosce tutti, in un surreale clima familiare dove perfino gli organizzatori ti incitano a gran voce ad ogni giro, e non solo per nome, addirittura per soprannome!

Quali sono le caratteristiche tecnico\pratiche di una 24 ore… magari qualcuno sta pensando di farne una!

Il ristoro lo si trova alla fine di ogni giro, fornitissimo di frutta, biscotti, dolci, acqua, the, caffè. Ogni 4\5 ore è previsto un pasto caldo, pasta, vellutata d’orzo, vellutata di piselli e riso, formaggio. (Non si trova carne, gli organizzatori sono vegetariani). Sempre in zona ristoro c’è la possibilità poi di accedere alla palestra per un massaggio o per un pisolino, a disposizione degli atleti ci sono brande e bagni. Dopo il ristoro si passa sul tappetino che rileva il tempo con i giudici che chiamano il numero di pettorale di tutti i passanti… a pensarci, forse il giudice si annoia più degli atleti!

Da qui inizia la zona neutrale lunga circa 100 metri dove ogni atleta ha un suo spazio personale ed è possibile ricevere cure e assistenza. Dove trovi sempre un sorriso ed una virtuale pacca sulla spalla, dove io e Alberto trovavamo Alessandra, l’unica dei tre in grado di ragionare (e a fine gara riportarci a casa!) Uscendo dalla zona neutrale sapevi che dovevi percorrere poco più di un chilometro per ritornare in quella comfort zone, ma a volte la sensazione era quella di partire per un lungo viaggio!

In una gara a tempo si devono gestire energie, noia, fatica, sonno, dolori. Si deve rimanere concentrati per mantenersi idratati e alimentarsi adeguatamente. Ma soprattutto si devono trovare delle motivazioni per continuare a macinare chilometri. A due ore scarse dal termine, erano circa le dieci del mattino, l’aria cominciava a riscaldarsi e stavamo camminando quasi tutti, compresi Alberto ed io. Stavamo già facendo un bilancio dell’esperienza constatando che le gambe ce le eravamo giocate nelle prime ore con il fondo di cemento e asfalto e tutte quelle curve strette all’interno del parco. Quella decina di metri in terra dura era poca cosa per sentirsi a “casa”. Poi abbiamo fatto una previsione su quanti chilometri avremmo potuto raggiungere. Ma vuoi non farne almeno… “Oh Alberto, io ci provo!”. “Vai pure, non c’è la faccio”. A distanza di mezzo giro stavamo correndo entrambi!

Nell’ultima ora di gara, la zona neutrale ha cominciato ad affollarsi di parenti e amici e presi forse dalla foga dell’obbiettivo, molti di noi sembravano schegge impazzite. L’andatura si è fatta leggera, come se non si avessero più 23 ore di corsa sulle gambe… tutti si correva verso la propria personale meta, il tifo era ormai da stadio e noi si pregustava il proprio privato momento di gloria per averla portata a casa ancora una volta!

Per concludere, solo 2 ingredienti servono per questa specialità: presentarsi al via riposati e in ottime condizioni fisiche; e disponibilità a soffrire per amore della corsa… anche quando pensi solo per un secondo di odiarla!

Sul primo ci sono margini di miglioramento…

DAVIDE

P.S.: Grazie Alessandra! Sibilo e Risso (Alberto e Davide)
UN PUNTO DI VISTA SPECIALE…

“è stata una vera e propria avventura, se dicessi che ero preparata a quanto ho vissuto… mentirei!” Di solito quando accompagno Davide a qualche gara (sempre lunghe!) riesco volontariamente o mio malgrado a ritagliarmi del tempo per delle esplorazioni della zona. In una 24 h … tempo non ce n’è! Per gli atleti i giri sembreranno anche interminabili, per me, esattamente il contrario. E prepara la borraccia per uno, i fichi per l’altro…. Ma son già qua! Mi ero portata un libro da leggere…. Ho riletto 3 volte la stessa pagina e alla fine ho rinunciato.

Fino a sera tutto ok, tutto scorreva regolare, i ragazzi cominciavano ad accusare la stanchezza e i ritmi si erano abbassati, oramai sapevo cosa dovevo fare … ma ahimè è arrivato il freddo, e che freddo! E qui l’esperienza è l’arma vincete… i veterani cominciano a tirar fuori coperte, tavolini, bollitori e fornellini da campeggio… Fondamentali visto che per gli accompagnatori non sono previsti pasti caldi … se mai a qualcuno servisse, prenda pure nota!! Max ci aveva dato delle indicazioni su tempi e modi per i supplementi (quindi io avevo la mia bella tabellina con orari e q.tà), ma ogni gara è a sé e quello che prevedi a tavolino inevitabilmente è da rivedere, pertanto mi son ritrovata con Igor che durante la corsa faceva da tramite per delle dritte espresse… credo di non aver mai scritto così tanto in un social!!

Grazie per il supporto ragazzi!

Un’altra 24h come supporto… Perché no? Ma la prossima volta arrivo preparata!

ALESSANDRA